Ripensiamo Ambiente – La Geotermia

Da Redazione di Ripensiamo Roma

La nostra associazione RIPENSIAMO ROMA, con la consapevolezza che tutto il tema dell’ambiente non può essere affrontato «ideologicamente», ha lanciato il progetto Ripensiamo Ambiente che si colloca tra le nostre attività e le nostre battaglie contro il pregiudizio di un certo ambientalismo «catastrofista» e «anti imprese».

L’Italia del NO ha portato il nostro Paese in una condizione di estrema vulnerabilità energetica, economica e ambientale. Un problema che ci trasciniamo da troppo tempo e che nella fase attuale sta emergendo in tutta la sua importanza.

Il NO alle trivelle, il NO ai gasdotti e ai rigassificatori, il NO ai termovalorizzatori e ai biodigestori, il NO alle pale eoliche e al solare, riteniamo che siano TABU’ DA SFATARE.

Per rendere il nostro Paese più competitivo e più sostenibile le Istituzioni e l’opinione pubblica dovrebbero affrontare il dibattito sull’ambiente con più coraggio e meno demagogie.

  • Intraprendere strategie basate sul processo di diversificazione del mix energetico come chiave di sviluppo sostenibile e di sicurezza nazionale.
  • Ragionare su una concreta economia circolare.
  • Smontare gli egoismi localistici per recuperare il senso della pubblica utilità.
  • Trasmettere il concetto dell’ambientalismo responsabile che con buon senso faccia capire la relazione stretta tra tutela dell’ambiente e innovazione tecnologica.
  • Fidarci della relazione imprescindibile tra l’ambiente e la tecnologia. Senza le nuove tecnologie è impensabile qualunque innovazione compresa la sostenibilità.

Ripensiamo Ambiente si caratterizzerà per la visita degli impianti (nelle regioni di Lazio, Toscana, Campania, Umbria e Emilia Romagna) con relative sessioni formative di approfondimento.

Il nostro slogan (che vale per ogni ambito) è «Conoscere per deliberare».

TARGET E PARTNERSHIP

I destinatari del progetto educativo sono:

  • Associati e simpatizzanti delle nostre realtà associative;
  • Studenti universitari (con relativo riconoscimento crediti formativi universitari);
  • Studenti scuola secondaria di secondo grado (4/5 anno) e istituti tecnici e professionali;

Il progetto è patrocinato da:

 

 

 

 

 

 

 

Collaborano con noi le Associazioni:

             

 

Le attività di Ripensiamo ambiente saranno rafforzate dal sostegno di tutti coloro che conoscono (meglio di noi) le tecnologie e ci lavorano tutti i giorni nel rispetto dell’ambiente e della salute pubblica.

FINALITÀ PROGETTO

L’obiettivo del progetto formativo è quello di diffondere la cultura dell’ambiente, di educare, di far conoscere le tecnologie legate alle energie e al trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani e di quelli speciali (che rispondono pienamente ai principi dell’economia circolare) e di svolgere anche un servizio di orientamento alla formazione e al lavoro per i nostri giovani e associati.

La prima tappa delle visite agli impianti di produzione di energia da fonti naturali si svolgerà il prossimo 1° aprile a Larderello in Toscana per conoscere l’impianto geotermico più importante d’Italia e d’Europa. Parteciperanno 30 studenti e 10 attivisti/ professionisti di diverse realtà associative.

 

 

 

 

 

LE FONTI RINNOVABILI – LA GEOTERMIA IN ITALIA

La geotermia è la disciplina delle scienze della Terra che studia l’insieme dei fenomeni naturali coinvolti nella produzione e nel trasferimento di calore proveniente dall’interno della Terra (definizione di Geotermia da Wikipedia).

La geotermia sfrutta il calore delle profondità terrestri per produrre energia elettrica.

Manifestazioni naturali di geotermia sono i Vulcani, le fumarole, i soffioni boraciferi e i geyser.

 

Dagli Etruschi a Larderello, passando per Dante Alighieri: la storia della geotermia deve tanto all’Italia. Le potenzialità del calore della Terra sono state utilizzate sin dalla Preistoria per trarne i più svariati benefici.

La geotermia in Italia ha una lunga storia Le tecnologie geotermiche sono nate in Toscana oltre due secoli fa, e da allora l’Italia ha sviluppato un know-how unico al mondo nello sfruttamento del calore naturale terrestre, che caratterizza parte della penisola.

                   

Immagini dal Museo della Geotermia di Larderello

In diverse zone della penisola le fonti geotermiche sarebbero sfruttabili con potenziali maggiori rispetto al loro attuale utilizzo.

Le aree con abbondanti risorse geotermiche in Italia sono: Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Campania, Sicilia, Emilia Romagna, Basilicata, Sardegna Abruzzo, Lazio.

Aree geotermali si trovano nei Colli Euganei, in Veneto, vicino a Padova, nell’area di Grado in Friuli dove sono stati perforati pozzi per riscaldamento di edifici, a Casaglia nel ferrarese dove nel sottosuolo si sviluppa un sistema di falde chiamato dorsale ferrarese, nei campi Flegrei e l’isola d’Ischia nell’area napoletana, ad Alcamo e Sciacca nella Sicilia occidentale, le isole Eolie e l’isola di Pantelleria.

Inoltre, lungo l’arco alpino e le Prealpi sono presenti diverse sorgenti ad acqua calda, in alcuni casi utilizzate per bagni termali.

Non tutti i sistemi geotermici sono utili per la produzione di energia elettrica. Per esserlo, infatti, deve presentare caratteristiche idrogeologiche e termiche che assicurino fluidi caldi utilizzabili industrialmente; solo in tal caso si parla di campo geotermico.

La temperatura interna del nostro pianeta aumenta a mano a mano che si scende verso il centro della terra: questo aumento della temperatura, detto gradiente geotermico, è mediamente di circa 3° ogni 100 metri di profondità, ma in alcune zone, esso è molto più elevato, tanto da avere temperature di 250-350 °C a profondità comprese tra i 2000 e i 4000 metri.

Riguardo al loro contenuto energetico, i fluidi geotermici sono classificati in:

  • fluidi ad alta entalpia: 630 Kcal/kg vapore secco;
  • fluidi a media entalpia: 100 H 670 Kcal/kg (misto di acqua e vapore con un 30% di vapore);
  • fluidi a bassa entalpia: 100 Kcal/kg (acque a T = 100 °C).

Se per la produzione di energia elettrica sono necessarie precise condizioni geologiche e idrogeologiche, le moderne tecnologie sono oggi in grado di sfruttare anche il calore geotermico che s’incontra dai 15-20 metri di profondità per necessità di calore a minor temperatura. Allo stesso modo, la tecnologia consente di utilizzare in campo industriale e agricolo o, comunque, a scopi produttivi, i fluidi a bassa e media entalpia e pertanto di introdurre sensibili risparmi energetici.

I VANTAGGI DELLA GEOTERMIA

I vantaggi della produzione di energia da centrale geotermica sono:

  • Energia Pulita: Si colloca tra le energie alternative e sostenibili in quanto non da origine ad emissioni di gas ad effetto serra o polveri sottili. Infatti non viene prodotta mediante il processo di combustione di combustibili fossili.
  • Energia ininterrotta e costante: giorno, notte, sole, pioggia: nessuna di queste situazioni influisce sull’esistenza dell’energia geotermica. Il calore della Terra è sempre pienamente disponibile.
  • Sempre Rigenerabile. Reimmettendo acqua nelle rocce profonde mediante i pozzi di reiniezione, si inizia un nuovo ciclo di produzione del vapore.
  • A bassi costi di gestione: Una volta realizzata, una centrale geotermica ha costi di gestione nettamente inferiori rispetto ad altre tecnologie.
  • Ad alto potenziale: Sin dal 2006 un report del Massachusetts Institute of Technology evidenzia come il potenziale geotermico presente sulla Terra potrebbe fornire energia verde al pianeta per 4000 anni.

LA CENTRALE GEOTERMICA – SCHEMA DI FUNZIONAMENTO

L’’impianto di Larderello è un impianto geotermico ad alta entalpia.

Di seguito le fasi di funzionamento di una centrale geotermica ad alta entalpia.

Attraverso le fratture degli strati rocciosi, le acque riscaldate e i vapori provenienti dalle sorgenti di calore salgono verso la superficie, dove vengono intercettati dai pozzi geotermici di estrazione. il “respiro”, quindi, viene imbrigliato da un pozzo d’estrazione, profondo fino a 3.000 metri, che permette ai vapori naturali di risalire verso la superficie ed essere instradati alla turbina.

Il vapore erogato dai pozzi viene convogliato in tubazioni, chiamate vapordotti, ed inviato ad una turbina, che trasforma l’energia cinetica del vapore ad alta pressione in un movimento meccanico di rotazione.

 

L’asse della turbina è collegato al rotore dell’alternatore che, ruotando, trasforma l’energia meccanica in energia elettrica alternata, che viene trasmessa al trasformatore.

 

Il trasformatore elettrico innalza il valore della tensione elettrica fino a 132.000 volt e la immette nella rete di distribuzione.

 

 

 

Il vapore (a questo punto a minore temperatura) in uscita dalla turbina viene riportato allo stato liquido in un condensatore, mentre i gas incondensabili presenti nel vapore del sottosuolo vengono dispersi nell’atmosfera dopo i necessari trattamenti di depurazione dei principali inquinanti.

 

 

La torre di raffreddamento consente di raffreddare l’acqua prodotta dalla condensazione del vapore: a questo punto l’acqua fredda viene utilizzata nel condensatore, per abbassare la temperatura del vapore, oppure viene reiniettata nelle rocce profonde grazie ai pozzi di reiniezione, per iniziare un nuovo ciclo di produzione del vapore.

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