Conoscere il Termovalorizzatore

Dossier dell’Ing. Stefania Pietrantoni

Venerdì, 20 settembre 2019, ho partecipato con gli amici di Energie PER Roma alla visita al Termovalorizzatore di San Vittore.

A seguito di questa esperienza, abbracciando con convinzione il motto “Conoscere per deliberare”, mi fa piacere condividere su questo sito una descrizione e alcune considerazioni su quanto visionato, non mancando prima di tutto di ringraziare i responsabili ACEA che con la loro approfondita conoscenza e competenza ci hanno spiegato con gentilezza e disponibilità ogni fase delle lavorazioni.

  • CICLO DEI RIFIUTI

Per capire fino in fondo quale grande risorsa sia un Termovalorizzatore, bisogna aver chiaro IN QUALE FASE DEL CICLO DEI RIFIUTI SI COLLOCA la sua utilità.

Spesso sentiamo dire che il problema dello smaltimento dei rifiuti urbani si risolve aumentando la raccolta differenziata. Vero, ma non c’è esclusione tra raccolta differenziata e termovalorizzazione: sono due componenti della gestione integrata del rifiuto che concorrono ognuno per la propria parte allo sfidante obiettivo del riuso totale in applicazione al principio dell’Economia Circolare.

Infatti, come si vede dal grafico seguente (Fonte: sito web AMA)

Il Termovalorizzatore si occupa del trattamento dei rifiuti indifferenziati quelli da cui non è possibile riciclare niente: tali rifiuti, se non avviati ad un trattamento successivo, potrebbero solo andare ad ingrandire le discariche o essere bruciati negli inceneritori senza alcun vantaggio e con rischi per l’ambiente.

Avviando dopo la raccolta, il rifiuto indifferenziato ad un trattamento meccanico biologico, si divide la frazione organica umida del rifiuto da quella secca. La prima, tramite gli impianti di compostaggio, si trasforma in concime da utilizzare in agricoltura (Compost organico), la seconda costituisce il combustibile in ingresso al termovalorizzatore (Combustibile Solido Secondario- CSS).

In generale quindi la termovalorizzazione correttamente applicata, concorre allo smaltimento dei rifiuti urbani per circa il 20% del totale.

Dal punto di vista energetico i rifiuti urbani sono considerati fonti rinnovabili e (fonti energetiche ricavate da risorse rinnovabili, ovvero quelle risorse che si reintegrano in una certa scala temporale) usarli per produrre energia consente di ridurre l’uso di combustibili fossili riducendo quindi le emissioni di gas serra (CO2, CH4, NO2) come previsto dal Protocollo di Kyoto e dal recente accordo COP21 di Parigi.

  • NON DOBBIAMO CONFONDERE INCENERITORI E TERMOVALORIZZATORI

È da evidenziare la differenza tra Inceneritore e Termovalorizzatore perché i due termini troppo spesso vengono usati indistintamente.

  1. L’inceneritore brucia i rifiuti e non produce niente.
  2. Il Termovalorizzatore, a seguito della combustione dei rifiuti, attraverso una catena di impianti formata da una caldaia che produce vapore acqueo, una turbina che trasforma l’energia contenuta nel vapore (calore) in energia meccanica, un alternatore che trasforma l’energia meccanica in energia elettrica, riesce a immettere nella rete elettrica nazionale, preziosa energia.

SCHEMA DI IMPIANTO

Gli automezzi scaricano i rifiuti direttamente nella fossa di stoccaggio. Dalla fossa di stoccaggio i rifiuti vengono alimentati al forno per mezzo di gru a ponte. Nella camera di combustione del forno avviene l’incenerimento dei rifiuti. Il recupero termico avviene nella caldaia dove l’acqua (demineralizzata) subisce la trasformazione in vapore saturo e da questo in vapore surriscaldato (400°C – 40 bar). Nel ciclo termico il vapore surriscaldato prodotto in caldaia viene inviato al turboalternatore, che ne converte l’entalpia in energia elettrica, utilizzata per autoconsumo e ceduta alla rete di alta tensione.

Nell’ impianto di San Vittore gestito da ACEA S.p.A., 3 LINEE DI TERMOVALORIZZAZIONE INDIPENDENTI TRA LORO immettono nella rete elettrica nazionale, energia ad alta tensione generata dalla combustione della frazione secca dei rifiuti indifferenziati prodotti dalla Capitale e da alcuni comuni del Lazio, risolvendo due importanti problemi:

  1. lo smaltimento di tale tipo di rifiuto che altrimenti viene trasportato in discariche o conferito, a caro prezzo per i cittadini romani, ad impianti al di fuori della regione Lazio,
  2. la produzione di energia elettrica generata a basso costo e pulita.
  • ENERGIA PULITA

Si, ENERGIA PULITA perché l’altro vantaggio del termovalorizzatore è la sostenibilità ambientale.

Centralizzando la combustione dei rifiuti solidi in un impianto, è possibile avere sempre sotto controllo e gestire in linea in tempo reale le emissioni gassose (fumi) generate dalla combustione. Il sistema di depurazione dei fumi si articola tra filtri a carboni attivi posti in batterie in serie tra loro, sistemi di abbattimento dei particolati e delle ceneri, assorbimento dei componenti dannosi per l’aria tramite reazione con bicarbonato di calce e calce idrata. Alla fine del processo di depurazione il fumo viene scaricato attraverso il camino, e, non a caso, è un fumo bianco che non emette alcun odore.

La depurazione dei fumi di combustione segue un processo definito che alterna filtrazione e assorbimento dei componenti dannosi con materiali inerti quali la calce. Le apparecchiature che svolgono il processo sono tarate sui livelli di sicurezza dettati dalla normativa vigente in materia di emissioni gassose. I parametri di emissione devono essere sempre conformi e inferiori ai valori di sicurezza previsti dalle norme di legge in materia di incenerimento rifiuti ed in particolare dall’autorizzazione integrata ambientale, nr. prot.698527 del 20.12.2013 e successive modifiche.

In dettaglio l’impianto di depurazione fumi costituito da:

– filtrazione primaria fumi mediante elettroprecipitatore;

– reattore di contatto per dosaggio a secco di bicarbonato di sodio e carbone attivo;

– filtrazione secondaria fumi mediante filtro a maniche;

– linea abbattimento DENOX di tipo catalitico;

– sistema di preriscaldo condense;

– convogliamento fumi al camino mediante n°2 estrattori fumi per linea, ciascuno dimensionato al 60% del carico nominale.

Si ottiene così una depurazione fumi di tipo a secco ad altissima efficienza, in grado di garantire livelli di emissioni di polveri ed inquinanti ben al di sotto dei limiti stabiliti dalle normative sia nazionali che regionali

Anche gli altri prodotti di combustione, ceneri e scorie sono raccolte, trattate secondo normativa e smaltite in discariche appropriate al tipo di rifiuto. È anche possibile riutilizzare le scorie per la produzione di cemento o per la realizzazione di sottofondi stradali. Basti pensare che il parcheggio di Disneyland Paris fu realizzato con gli scarti del termovalorizzatore di Parigi.

  • MONITORAGGIO E CONTROLLO

Ma CHI CONTROLLA CHE I SISTEMI DI DEPURAZIONE SVOLGANO CORRETTAMENTE IL PROPRIO LAVORO? Il Termovalorizzatore è dotato di un sistema di monitoraggio in linea che rileva sia parametri di funzionamento delle componenti di impianto sia i parametri ambientali. Il sistema di Monitoraggio di processo (SMP) analizza in continuo i fumi grezzi in uscita dalla caldaia e i fumi in uscita dai vari stadi di depurazione.

Il Sistema di Monitoraggio in continuo delle Emissioni (SME) è installato su ciascuna canna fumaria e, attraverso analizzatori automatici in funzione 24 ore su 24, permette di avere costantemente in evidenza la qualità delle emissioni nell’atmosfera.

I dati sono costantemente monitorati dalla Sala di controllo in cui attraverso un sistema informativo appositamente customizzato per questo scopo, il presidio tecnico sempre presente 24/24h 365 gg/anno, monitora e interviene secondo l’andamento rilevato.

I dati ambientali sono resi disponibili quotidianamente alle autorità preposte e consultabili dagli organismi di controllo (per es. ARPA Agenzia Regionale Protezione Ambientale) anche attraverso collegamento remoto in rete dedicata.

Per visionare i dati di performance dell’impianto di San Vittore la migliore fonte è il sito web di ACEA S.p.A. ( www.gruppo.acea.it )

  • Pagina web:

https://www.gruppo.acea.it/al-servizio-delle-persone/ambiente/termovalorizzazione/termovalorizzatore-san-vittore-del-lazio

  • AMBIENTE

L’autorizzazione all’esercizio dell’impianto (Autorizzazione Integrata Ambientale – AIA) è acquisita e regolarmente aggiornata con il contributo e confronto con tutti gli enti preposti (Regione, Comune, ARPA…) attraverso preliminare valutazione dei potenziali impatti (Valutazione di impatto Ambientale) sulle diverse componenti ambientali: Atmosfera e Qualità dell’Aria, Salute Pubblica, Rumore e Vibrazioni, Ambiente Idrico, Suolo e Sottosuolo, Vegetazione, Flora, Fauna ed Ecosistemi Radiazioni non Ionizzanti, Paesaggio Traffico.

L’autorizzazione (AIA) prescrive severi e regolari controlli sul ciclo produttivo e dell’impatto dell’impianto sul Territorio circostante . Controlli che vengono peraltro attuati, oltre che dal gestore, anche dagli organismi di vigilanza (ARPA).

La popolazione locale (peraltro non limitrofa all’impianto) è inoltre costantemente informata sulle condizioni giornaliere di funzionamento dell’impianto attraverso monitor installati vicino alla Chiesa e al Municipio che evidenziano i parametri di funzionamento e centraline di monitoraggio dislocate sul territorio monitorano invece le ricadute nelle aree circostanti.

CONSIDERAZIONI

Alla fine di questa disamina, risulta incomprensibile come mai una tecnologia avanzata, gestita oculatamente e garantita dai controlli condivisi con le autorità preposte, possa essere tanto osteggiata in nome di non ben definiti danni all’ambiente.

Per fare un paragone, i Responsabili ACEA ci hanno raccontato che, da prove effettuate risulta più inquinante per l’ambiente circostante il Km. di autostrada A1 che passa davanti al Termovalorizzatore che non l’impianto stesso.

Pensiamo a quanto inquinamento producono i rifiuti abbandonati o bruciati per strada o i roghi che diventano tossici in alcune zone della nostra città.

Basterebbe solo un altro Termovalorizzatore per trattare tutti i rifiuti indifferenziati di Roma (non c’è neanche bisogno di pesanti investimenti: per esempio si potrebbe riattivare quello di Colleferro) evitando trasbordi altrove e forse pagando meno TARI.

Con Energie PER Roma continueremo a occuparci di questi argomenti, per un reale progresso e per una reale sostenibilità #noicisiamo.

Ing. Stefania Pietrantoni
info@ripensiamoroma.com

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