Nasce l’ OSSERVATORIO DELLA MOBILITÀ PUBBLICA

Da Redazione:

Considerando le perduranti criticità del sistema dei  trasporti pubblici e più in generale della mobilità nella città di Roma e nel suo interland, l’associazionismo romano darà vita dal 1° luglio all’Osservatorio Civico della Mobilità Pubblica con lo scopo di monitorare e rendere pubblico trimestralmente lo stato dei lavori e delle attività in corso dichiarati nei programmi di risanamento e miglioramento di tale sistema dai vari responsabili (Comune, Regione, Atac, Cotral, Astral, FS-RFI, …) e i risultati raggiunti allo scopo di informare i cittadini per una sempre maggiore ed efficace trasparenza.

Le associazioni partecipanti sono:

  • Arci Roma
  • Associazione Per Roma
  • CLEAN CITIES
  • CESMOT
  • Comitato Pendolari litoranea Roma-Nord
  • Comitato Pendolari Roma-Bracciano-Viterbo
  • Comitato Stazione Aurelia
  • FIAB Roma Libera tutti
  • FIAB Ruota Libera
  • Italia Nostra Roma
  • Legambiente
  • Movimento Diritti del Pedone
  • Osservatorio Regionale sui Trasporti (ORT)
  • Odissea Quotidiana
  • Ripensiamo Roma
  • Tutti Per Roma. Roma per Tutti
  • Salvaiciclisti
  • Unione Comitati pendolari FL7
  • UTP, Associazione Utenti Trasporto Pubblico
  • WWF Roma e area metropolitana.

Le Associazioni osservano un ridimensionamento della rete tramviaria, sia esistente, sia prevista dalle linee programmatiche del Sindaco Gualtieri.

Dal mancato “ritorno della ’cura del ferro’ alla realizzazione “per il Giubileo (entro il 2024) delle tranvie Termini-Vaticano-Aurelio, Togliatti, Verano-Tiburtina, Termini-Parco di Centocelle-Giardinetti” a “progettare e avviare la realizzazione delle altre tranvie previste dal PUMS, prevedendo come prioritaria anche quella fino a Corviale”, oggi, passato un anno e mezzo dalla data allora prevista, solo due cantieri sono aperti (Tiburtina e Togliatti) e prevedibilmente vedremo i primi tram sulla Togliatti non prima del 2027 inoltrato.

Gli obiettivi promessi dall’amministrazione e presentati alla Città nel 2022 nello “scenario 2030” di “Roma riparte” e nonostante l’impegno di alcuni suoi componenti sul potenziamento del trasporto pubblico attraverso le nuove tramvie, risultano pertanto oggi ancora disattesi.

Pur comprendendo le difficoltà nel far ripartire la macchina tecnico-amministrativa, dopo quasi 25 anni di progettualità nulla sui tram, è impossibile ignorare la mancanza di una sistema di gestione in grado di far rispettare le scadenze prefissate, un’adeguata pianificazione e programmazione dei lavori anche riguardanti le manutenzioni straordinarie, per cui sarebbero invece necessarie consolidate e specifiche competenze dirigenziali, facendo fronte anche alle carenze di personale specializzato in grado di gestire le varie attività tecnico amministrative.

A questi aspetti ci sono da aggiungere: le contrarietà e gli ostacoli di varia natura spesso personalistica e a difesa di meri interessi o opinioni private – peraltro mai emerse nel corso della redazione del PUMS indispensabile per ottenere i finanziamenti – e infine un dibattito carente e una consultazione pubblica, svolta con successo per la TVA ma risultata di fatto inutile perché non è mai stato presentato un progetto definitivo che dimostrasse se e quali proposte fossero state accolte ne tanto meno è stato fornito un cronoprogramma che indicasse per quando l’opera nella sua interezza sarà pronta.

Tali elementi hanno frenato e ancora una volta rinviato l’obiettivo di un trasporto pubblico sostenibile a Roma condiviso con i cittadini. Tutto ciò con i conseguenti danni di natura ambientale, economica e sociale che ricadono sulla città.

E’ in questo quadro, non certo confortante, che l’associazionismo romano darà vita dal 1° luglio all’Osservatorio Civico della Mobilità Pubblica allo scopo di continuare a offrire il proprio contributo costruttivo per una sempre maggiore ed efficace trasparenza.

L’occasione è opportuna per promuovere una riflessione per un’eventuale ottimizzazione del PUMS, e per affrontare con determinazione il tema dei definanziamenti del Governo al Fondo Unico per il Trasporto Rapido di Massa e al Fondo Nazionale Trasporti che possono pregiudicare in maniera grave il raggiungimento dell’obbiettivo di garantire una mobilità pubblica di qualità.

Infatti, la mancata qualità della mobilità pubblica e la carente integrazione e coordinamento tra le diverse componenti istituzionali non consentono ancora ai cittadini romani e del Lazio di avere un servizio di trasporto pubblico adeguato, moderno, integrato e intermodale come esiste in moltissime città europee.

 

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