TRASPORTO PUBBLICO: I NODI SONO VENUTI AL PETTINE

di: Giovanni Luciano

28 AGOSTO 2020 –

I nodi vengono sempre al pettine ed è solo una questione di tempo.

Questa volta uno dei settori più fragili del nostro sistema sociale, quello del trasporto pubblico locale (tpl) presenta il conto di troppe disinvolture, distrazioni, sottovalutazioni e poca attenzione che ha ricevuto e riceve, ormai da sempre.

E’ la seconda voce di spesa delle Regioni dopo la sanità e, insieme ad essa, ovviamente in seconda posizione per importanza, rappresenta un asset fondamentale per la lotta contro il ritorno in pompa magna del Covid-19 in Italia.

Il 14 settembre 2020 si riapriranno le scuole, alleluja, ma il problema di come gestire l’aumento della occupazione dei mezzi del tpl è rimasto fermo al palo.

Non sono tra quelli che pensa che il problema stia nelle regole per usarli questi mezzi, per quanto alcune sono proprio “stirate” per cercare una soluzione che, nei fatti, non c’è. Il problema, invece, è strutturale e pretendere da un settore in difficoltà le nozze coi fichi secchi è velleitario.

Infatti:

  • coniugare l’esigenza dei migliori filtri di ricambio dell’aria a bordo con la vetustà del parco macchine di cui è dotato il tpl italiano è una illusione;
  • garantire che non ci sia più del 75% dei posti occupati a bordo di un bus, di una vettura della metropolitana o di un treno per pendolari, in certe fasce orarie, non è semplicemente possibile;
  • pensare a divisori monouso tra un sedile e l’altro suscita tenerezza;
  • utilizzare altri espedienti, quali l”interpretazione della lunghezza del metro (si rischia anche questo), o l’allargamento dei congiunti a compagni di classe o amici è patetico.

Purtroppo bisognerà fare i conti con la dura realtà, che da un lato impone la riapertura della scuola, perchè non si può lasciarle ancora chiuse, e dall’altro il blocco delle città (ancor più di prima) nelle fasce orarie, che potrai anche sfalsare per l’ingresso e l’uscita, ma non più di tanto.

Non ci sono mezzi adeguati nella qualità e, purtroppo, perchè ora servirebbero proprio, nella quantità. Il parco dei rotabili è al di sotto delle necessità. Una realtà, non mi stancherò mai di ripeterlo, dovuta al fatto che, anzichè capire e agire di conseguenza, che il tpl è una risorsa su cui investire e non un solo un serbatoio elettorale in cui pascolare, si è sempre fatto il contrario di quello che andava fatto.

Ricette?

Sempre le stesse, quelle che in pochi (tra cui il sottoscritto) hanno sempre predicato e che, in troppi, non hanno mai voluto praticare, per difendere rendite di posizione, di potere e non solo: –

  • aggregare le aziende uscendo da un sistema pieno di nani (come dimensione delle imprese); –
  • tagliare il cordone diretto dell’Ente proprietario (Regione, Comune) dalla gestione delle aziende, che invece dovrebbero essere a capitale misto pubblico-privato –
  • investire nel settore (anche sostenendo la rinascita della filiera della fabbricazione in Italia di bus, fatti come si deve) e non, invece, continuare a tagliare i fondi al trasporto pubblico locale
  • controllare seriamente l’uso delle risorse a sostegno del settore

Non è successo (temo non succederà a breve) nulla di tutto ciò, anzi.

E ora?

In due settimane c’è chi pretende “regole chiare”, raddoppio delle corse, garanzia del distanziamento a bordo.

La realtà sarà un’altra. Se ci fosse più attenzione si parlerebbe di meno e si farebbe di più, con più cura e cum grano salis. C’è o c’è stata, oltre che per le discoteche della costa smeralda, la stessa attenzione, per esempio, sui mezzi che nessuno cita ma che forse rappresentano uno dei luoghi più a rischio se, come può succedere su un traghetto, dopo aver (forse) mantenuto le distanze a bordo, poi ci si ammassa tutti per troppo tempo sulle scale che scendono al garage?

LONG JOHNN

Fonte:https://luciano1958.blogspot.com/2020/08/blog-post.html

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